Bush food

È il deserto la cucina open-air di Bob Penunka Taylor, chef aborigeno titolare dell'RT Tours Australia (http://rttoursaustralia.com.au/) che, non lontano da Alice Springs, nella cornice dei West McDonnell Ranges, accompagna i turisti nei Mbantua dinner tour per far conoscere attraverso il cibo, la cultura indigena. La cena viene servita nel bush, cucinata in un forno nelle terra o su un barbecue preparato con legna profumata. E mentre è impegnato “ai fornelli”, lo chef svela i segreti del modo di cucinare degli aborigeni e dà alcune informazioni sul cibo indigeno, che include anche la carne di canguro, di emù, di coccodrillo, goanna e larve. Pesce e crostacei vengono di solito consumati dalle comunità che abitano lungo le coste. Bob, che è un Arrente, utilizza gli ingredienti del bush, il bush food appunto, ospita i turisti nelle sere stellate, sotto la Via Lattea, e li intrattiene raccontando le storie della sua gente, abitanti di quei luoghi da migliaia di anni.
È il deserto la cucina open-air di Bob Penunka Taylor, chef aborigeno titolare dell'RT Tours Australia che, non lontano da Alice Springs, nella cornice dei West McDonnell Ranges, accompagna i turisti nei Mbantua dinner tour per far conoscere attraverso il cibo, la cultura indigena. La cena viene servita nel bush, cucinata in un forno nelle terra o su un barbecue preparato con legna profumata. E mentre è impegnato “ai fornelli”, lo chef svela i segreti del modo di cucinare degli aborigeni e dà alcune informazioni sul cibo indigeno, che include anche la carne di canguro, di emù, di coccodrillo, goanna e larve. Pesce e crostacei vengono di solito consumati dalle comunità che abitano lungo le coste. Bob, che è un Arrente, utilizza gli ingredienti del bush, il bush food appunto, ospita i turisti nelle sere stellate, sotto la Via Lattea, e li intrattiene raccontando le storie della sua gente, abitanti di quei luoghi da migliaia di anni.
Bush tucker

Ecco allora che una cena suggestiva si trasforma in un viaggio sensoriale: attraverso i profumi di arbusti e di spezie racconta il rapporto ancestrale e viscerale che lega gli aborigeni alla terra, la loro terra.
Una terra che è sacra, è nutrimento, cura e condivisione. Ed è intimamente legata alla loro identità e spiritualità. Tra le piante da frutto più comuni, ci sono: quandong (bacche rosse), kutjera (pomodori del bush), muntries (mirtilli rossi), riberry australiani (ribes), prugne di Davidson, finger lime. Le specie endemiche includono il limone mirto, il pepe della montagna e il mirto anice. Una verdura comune è lo spinacio della Nuova Zelanda. Molto diffusa la macadamia. E poi ci sono i funghi, semi, spezie e frutti. In base alla stagione, si trovano anguria, uva selvatica, mele rosa, prugne. Erbe e piante si possono osservate anche durante il Mbuntua Lunch Tour, da scegliere in alternativa alla cena serale, che prevede una piacevole passeggiata diurna di 2 km nelle distesi di spiniflex.

 

È un'esperienza che permette di capire con quali mezzi di sostentamento i nativi sono sopravvissuti per migliaia di anni nonostante le difficili condizioni ambientali. Per scoprire tutto sugli indigeni e le loro abitudini alimentari si può partecipare a tour accompagnati da guide aborigene, esperte di queste regioni. La riscoperta della cultura aborigena si è estesa anche nell'offerta gastronomica cittadina. Ecco allora che ad Alice Springs, ristoranti come il Red Ochre Grill propongono ricette con erbe e bacche del deserto, come i bush tomatoes e il lemon aspen, un frutto tropicale dal sapore agro. Non va poi dimenticato il valore medicamentoso delle erbe del bush, con le quali gli aborigeni curano influenze, emicranie e altro ancora.