Arte antica e moderna

Secondo la teoria del Dreaming, l'Arte è il mezzo con il quale il presente si collega al passato e gli esseri umani al Mondo Soprannaturale. Le prime forme di espressione artistica furono le incisioni (petroglifi) e le pitture rupestri, la pittura del corpo e i disegni sul terreno, i più antichi dei quali risalgono almeno a 40.000 anni fa, se non ad un'età ancora più lontana. Pittogrammi, petroglifi, stencil, stampe, figure in cera d'api. Così l'arte rupestre dell'Arnherm Land raffigura con motivi stilizzati, spesso tratteggiati o rarrk (a tratteggio incrociato) le storie ancestrali degli aborigeni: antenati, spiriti e totem. Si tratta di una delle più preziose e ampie raccolte nel genere a livello mondiale, che rappresenta un eccezionale ponte tra il presente e il passato, una sorta di finestra sugli usi e i costumi e soprattutto i cambiamenti avvenuti nel corso dei millenni nella vita delle popolazioni indigene.

Le prime forme di espressione artistica furono le incisioni (petroglifi) e le pitture rupestri, la pittura del corpo e i disegni sul terreno, i più antichi dei quali risalgono almeno a 40.000 anni fa, se non ad un'età ancora più lontana. Pittogrammi, petroglifi, stencil, stampe, figure in cera d'api. Così l'arte rupestre dell'Arnherm Land raffigura con motivi stilizzati, spesso tratteggiati o rarrk (a tratteggio incrociato) le storie ancestrali degli aborigeni: antenati, spiriti e totem. Si tratta di una delle più preziose e ampie raccolte nel genere a livello mondiale, che rappresenta un eccezionale ponte tra il presente e il passato, una sorta di finestra sugli usi e i costumi e soprattutto i cambiamenti avvenuti nel corso dei millenni nella vita delle popolazioni indigene.

In alcuni luoghi queste antiche quanto pregevoli opere sono conservate in vaste gallerie naturali, in parte non accessibili ai turisti. In altri casi, come nei siti di Ubirr e Nourlangie, nel Kakadu National Park, apposite strade, passerelle protettive e legende esplicative consentono ai visitatori di avvicinarsi al modo spirituale dei nativi. Le pitture rupestri mostrano anche l'evoluzione nel tempo degli stili pittorici: quello naturalistico venne sostituito da quello dinamico, che mostrava quindi il movimento di individui e animali. Per saperne di più, si può partecipare ai tour culturali organizzati dalle associazioni aborigene come i Magela Cultural and Heritage Tours, nel Kakadu.

Non solo arte rupestre. Tessuti grezzi, corteccia d'albero, ocra e colori acrilici sono infatti elementi con i quali gli aborigeni da millenni realizzano vere e proprie opere d'arte, che grazie a Emily Kame Kngwarreye (1910-1996) sono entrati per la prima volta nel gotha del panorama artistico internazionale. E così dagli anni '80 l'arabescato rincorrersi di puntini, serpentelli e cerchi, riconosciuto come vera arte, viene esposto alla Royal Academy di Londra o il Guggenheim di New York, con quotazioni altissime. Nel 2013, per esempio, le opere della Kngwarreye sono state vendute per 1,8 milioni di dollari australiani, pari a circa 1.250.000 di euro.

Fil rouge delle rappresentazioni aborigene sono i miti della cosiddetta “Età del Sogno”, il Dreamtime, inerenti cioè alla creazione della Terra. “La terra è una mappa”, spiega un vecchio aborigeno. E sono proprio i dettagli di questa mappa che vengono riprodotti nei quadri dei nativi con la tecnica del dot painting (pittura a puntini). Apparentemente astratte e incomprensibili, i simboli hanno significati noti all'artista e alle persone vicine alla sua storia e alla sua vita. Fu il bianco Geoffrey Bardon a convincere per la prima volta nel 1971 i giovani aborigeni della comunità di papunya a mettere su stoffa i sogni, ovvero le leggende dell'origine del mondo.

 

Il movimento oggi fa base alla galleria Papunya Tula Artists di Alice Springs, che attualmente rappresenta 120 artisti, autori di tele che hanno un costa variabile tra i 300 agli 80.000 dollari australiani. Oggi le opere d’arte australiane più riconosciute sono gli iconici dipinti aborigeni e le scene del bush del XIX secolo di pittori quali Tom Roberts, Frederick McCubbin e Arthur Streeton. A metà del XX secolo gli artisti Russell Drysdale e Sidney Nolan dipinsero con colori vivaci la durezza dell’outback. Più recentemente, Brett Whiteley, esponente dell'arte d'avanguardia australiana scomparso nel 1992, ha ottenuto successo internazionale per il suo stile unico e vivido.